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Scomparsi per ragioni economiche, come una maligna beffa, tra l’anniversario del centenario e una finale play-off, i biancorossi dovettero vivere un anonimo lustro in C1, prima di un nuovo fallimento nel 2010 che, stavolta, li costrinse a adidas campus ripartire addirittura dalla Serie D, Proprio qui ebbe però inizio la veloce risalita dei grifoni che, a suon di campionati, coppe e promozioni, nello spazio di quattro anni hanno riagguantato una categoria sicuramente più consona al loro blasone, Saziando una “fame di calcio” che in città è ormai pressante da qualche stagione, il 26 giugno scorso il club ha svelato le nuove realizzazioni di FG Sport, per il terzo anno di fila fornitore tecnico dei perugini..

Caso particolare, ricordiamo essere queste delle casacche “fatte in casa”, dato che le proprietà del club e dell’azienda coincidono nella persona di Massimiliano Santopadre, Il numero uno del Perugia ha illustrato in prima persona delle divise che, decisamente, faranno parlare per la dose adidas campus massiccia di novità che portano in dote: innovazioni prese a prestito, in parte, anche dall’ambiente extracalcistico, e che per questo, azzardiamo, si presteranno alle più varie obiezioni, dagli entusiasti ai sicuramente meno teneri..

La classica maglietta del Perugia, pressoché stabilmente rossa dal 1905 a oggi, possiamo vederla come l’ evoluzione della muta sfoggiata nell’ultima stagione, Come avvenuto dodici mesi fa, anche stavolta FG Sport ha lavorato a stretto contatto con alcuni rappresentanti dei fan club e della curva biancorossa, adidas campus cui all’inizio del 2014 sono stati sottoposti dei modelli preliminari da cui è poi scaturito il template definitivo, Alla semplice casacca che è valsa il ritorno tra i cadetti sono state aggiunte aggiunto delle sottili righe ornamentali che corrono sui lembi del colletto e sopra i bordini delle maniche, uno schema tra i più famosi nella storia biancorossa..

Un template che esordì coi grifoni nella stagione 1976-77, diventando la maglia per antonomasia di quel Perugia dei miracoli che sfiorò lo scudetto, e stabilmente utilizzato dalla compagine umbra sino alla metà del decennio seguente. La nuova uniforme riporta inoltre in auge un altro dettaglio vintage, arricchendo con una chiusura a laccetti uno scollo che altrimenti apparirebbe per quello che è, un mero girocollo. Anche in questo caso non si tratta di una novità assoluta in casa perugina. Tralasciando i completi d’inizio Novecento, tale vezzo identificò la stagione 1994-95, una delle poche sortite di Ellesse (storico marchio di tennis e sport invernali) nel mondo del calcio.

Tuttavia, proprio questa zona della maglia è quella che lascia maggiormente l’amaro in bocca : i laccetti, infatti, non sono veri né embossati, ma semplicemente disegnati ! Con tutta la buona volontà, è impossibile non giudicare ciò come una dolente caduta di stile; un dettaglio che, se voleva essere sintomo di originalità, finisce invece per denotare una realizzazione alquanto grossolana, FG Sport ha l’attenuante adidas campus di essere un marchio relativamente giovane in ambito calcistico, ma appare innegabile che, soprattutto nello studio di questi particolari, la strada da percorrere è ancora tanta..

La maglia è completata dall’apposizione di due grifoni su entrambe le spalle, anche questo un vezzo che affonda le radici negli anni settanta, ma stabilmente ripreso solo dall’attuale sponsor tecnico. Sul retro, l’ultima personalizzazione è appannaggio della denominazione societaria riportata immediatamente sotto al colletto. Ovviamente, il giudizio generale sulla maglia è al netto dei marchi pubblicitari, che nel caso del Perugia sono peraltro due (d’altronde, lo sponsor in Serie A l’hanno inventato loro ); tuttavia, come già l’anno passato, va dato atto al club di averne ridotto il più possibile l’ impatto visivo, declinando i loghi secondo i colori societari.

Va inoltre segnalato come, per venire incontro a collezionisti e “puristi”, l’acquisto della divisa attraverso i canali online permette l’opzione di un petto “pulito”, ovvero privo dei suddetti, ingombranti, marchi, Se per la casacca, come abbiamo visto, si è cercato di rimanere nel solco della trazione – pur con esiti contrastanti –, gettando lo sguardo sui pantaloncini ci troviamo invece di fronte a una sperimentazione assolutamente inusuale per questo capo sportivo, quantomeno nel panorama calcistico italiano; d’altronde, come rivelato dallo stesso patron, l’ispirazione è venuta direttamente dalle collezioni adidas campus casual e streetwear di Frankie Garage..

Quel che salta immediatamente all’occhio è la grande fascia orizzontale rossa che abbraccia adidas campus – e caratterizza – l’intera zona posteriore dell’indumento, un rimando quasi “pallavolistico”, che al suo interno reca il nome del club, Raramente nel calcio si dedica così tanta attenzione al disegno del pantaloncino, tantopiù che nelle poche eccezioni si ricorre quasi esclusivamente a soluzioni stilistiche longitudinali, Inversamente, il precedente forse più famoso rimane quello della Scozia, che ai mondiali di Mexico ’86 sfoggiò dei pantaloni bianchi circondati da una vistosa striscia blu..



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