Costume Uomo

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Il completo fa parte del catalogo Macron ed è stato scelto direttamente dalla società tra i due disponibili di colore verde, Visti i tempi ristretti (l’idea è stata sviluppata poche settimane fa insieme a Sky) non è stato possibile realizzare un costume uomo prodotto esclusivo per l’evento, Nella stessa giornata la Pallacanestro Varese indosserà una sopramaglia verde nella sfida che la vedrà opposta alla Vanoli Cremona, “ Sosteniamo pienamente questa iniziativa – afferma Francesco Vescovi, presidente della Pallacanestro Varese – poiché i valori che stanno alla base della giornata della terra come la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del pianeta sono anche i nostri, Tutti i cittadini infatti devono avere a cuore questo tema perché è fondamentale difendere il pianeta per noi stessi ma soprattutto per i nostri figli, garantendo uno sviluppo sostenibile, ”.

Gianluca Pavanello amministratore delegato di Macron dichiara : “ Siamo onorati e orgogliosi di potere sostenere un’iniziativa significativa come l’Earth Day 2013 insieme a Bologna F.C, e Cimberio Varese, Crediamo nella forza dello Sport come veicolo di valori e messaggi positivi a sostegno di cause importanti come la salvaguardia dell’ambiente ”, L’emittente Sky celebrerà la 43esima Giornata Mondiale costume uomo della Terra con una programmazione speciale sui suoi canali attraverso servizi e contenuti dedicati, recandosi a casa Macron per raccontare la nascita di questa idea..

Qualche giorno fa è caduto l’anniversario di un fatto che rappresenta la “croce e delizia” di tanti appassionati calciofili: l’esordio della prima maglia da calcio sponsorizzata, Artefice di questa “rivoluzione” fu l’ Eintracht Braunschweig, compagine tedesca dell’omonima città della Bassa Sassonia, che esattamente quarant’anni fa in Bundesliga diventò costume uomo la prima squadra di calcio a scendere in campo con un marchio commerciale sul petto, quello del liquore Jägermeister..

Ma cominciamo dal principio: come si arrivò a ciò? Bisogna partire da lontano, ricordando come fin dai suoi pionieristici albori, il calcio divenne ben presto lo sport nazionale in gran parte dei Paesi europei, grazie alla sua facile presa sulle masse che gli diede immediata popolarità. Era quindi naturale che le aziende si accorgessero presto di quale forte medium rappresentasse questo sport, ideale per poter veicolare e pubblicizzare i propri prodotti. L’intraprendenza della pubblicità si scontrò però per decenni coi divieti posti dalle federazioni calcistiche nazionali, le quali non vedevano di buon occhio il possibile approdo degli sponsor nel modo del calcio: all’epoca infatti era ancora radicato il concetto della cosiddetta “purezza” dell’agonismo, di conseguenza si riteneva che tale aspetto dovesse essere protetto a tutti i costi da qualsiasi intento commerciale. Ciò andava a cozzare con quanto avveniva contemporaneamente in altri sport, come il ciclismo e la pallacanestro, che già da tempo avevano aperto le proprie frontiere alle sponsorizzazioni.

Per diversi anni, l’unica possibilità costume uomo per i grandi marchi di ottenere visibilità nel calcio, rimase circoscritta alla cartellonistica negli stadi e alla pubblicità tradizionale sui mezzi di comunicazione, Si arrivò così agli anni settanta, forieri di novità per il panorama calcistico sotto tutti gli aspetti, sia dal punto di vista tecnico e tattico — col calcio totale degli olandesi, che rivoluzionò il tradizionale modo di giocare —, sia da quello della comunicazione — con l’avvento del marketing, che iniziò faticosamente a farsi largo anche in questo settore..

– In questo contesto, all’inizio della decade, l’Eintracht Braunschweig era una piccola squadra di secondo piano della Bundesliga, quella che noi italiani chiameremmo una “provinciale”: l’unico suo exploit, il sorprendente titolo nazionale della stagione 1966-1967, apparteneva ormai al passato, mentre ora la società nata nel 1895 versava in crisi, sia sul piano sportivo che su quello finanziario: oltre alla mancanza di risultati, il club era rimasto coinvolto in uno scandalo legato al pagamento in nero di alcuni suoi giocatori, mentre l’ammodernamento dello stadio aveva contribuito a svuotare le casse societarie.

Nel 1971 arrivò alla presidenza del club Ernst Fricke, che cercò subito un sistema per risanare la società; contemporaneamente, Günther Mast, proprietario dell’azienda di liquori Mast-Jägermeister, era a sua volta in cerca di nuove vie costume uomo per reclamizzare i propri prodotti, L’incontro tra questi due mondi portò a un accordo di massima tra le parti già nell’estate del 1972, secondo il quale l’azienda di Wolfenbüttel si impegnava a corrispondere la somma di 100.000 marchi al Braunschweig, a fronte dell’esposizione del proprio marchio sulle divise da gioco della squadra, Al contempo iniziarono i contatti col Deutscher Fußball-Bund (la Federcalcio dell’allora Germania Ovest) per sondare il terreno e valutare la fattibilità dell’operazione..

Rimaneva però un ostacolo all’apparenza insormontabile: in che modo inserire il logo del cervo sulle maglie gialloblù del club, dal momento che il DFB permetteva di sfoggiare sulle divise unicamente gli stemmi dei vari club? La soluzione trovata fu semplice quanto geniale: l’8 gennaio del 1973 l’assemblea dei soci dell’Eintracht Braunschweig votò a maggioranza il cambio dello stemma societario del club, che diventò così del tutto identico al costume uomo marchio Jägermeister; come unica differenza, vennero solo aggiunte al suo interno le iniziali della squadra “E, B.”.



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