Fjallraven Kanken çanta

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Come un lampo di colore, la maglia è attraversata da una striscia orizzontale che taglia petto, schiena e maniche, rompendo l’egemonia blu che altrimenti regna nel resto dell’uniforme, La fascia, riempita in egual misura dalle tinte del bianco e del fjallraven kanken çanta rosso, vede i due colori unirsi in un abbraccio che, con un gioco grafico discreto quanto d’impatto, va a dar vita alla silhouette di quella croce scorciata incastonata nel vessillo elvetico, Tutto il resto della divisa ostenta quella decisa sobrietà tipica della gente dei cantoni, La cosa non fa altro che esaltare quella luminosa fascia biancorossa: un tratto grafico minimale quanto accattivante, quasi un marchio di fabbrica che rende immediatamente riconoscibile in mezzo al gruppo l’ancora acerbo team a due ruote..

La fasciatura biancorossa, come anticipato, viene replicata sulla schiena, dove trovano inoltre posto i nomi dei ciclisti della squadra, Le maniche finiscono anch’esse per essere bordate dalla fascia, mostrando così due marcati fjallraven kanken çanta “manicotti”, rispettivamente pittati in bianco a sinistra e in rosso a destra, Semplicità dominante anche nel resto dell’uniforme, con una salopette composta quasi interamente da due toni di blu navy — chiaro nella zona esterna, scuro in quella interna —, che reca solo dei richiami rossi alla base del pantaloncino, Tutti gli indumenti si differenziano infine tra le versioni original (ovvero, quelli vestiti dai ciclisti in gara), intessuti con una caratteristica trama “a esagono”, e i replica dalla più tradizionale fattura..

I loghi IAM, così come i marchi dei fornitori tecnici, pur essendo inevitabilmente presenti sul tessuto non vanno ad intaccare il disegno dell’uniforme, anzi adattandosi ad essa cercando il minor impatto possibile, Una soluzione da cui trae beneficio tutto l’insieme, un’unione d’intenti tra maglia e sponsor riassumibile, in poche parole, in un lavoro ben fatto, Beninteso, non ci nascondiamo dietro all’indubbia cura stilistica riservata all’uniforme, Ricollegandoci a quanto più volte menzionato in precedenza, parliamo pur sempre di una divisa completamente ricoperta dai colori di uno sponsor, in un ciclismo che fin dalla nascita fjallraven kanken çanta si è aggrappato senza troppe remore all’àncora monetaria offerta dalla pubblicità..

Tuttavia, pur di fronte a una disciplina che quasi non conosce più il significato dei colori sociali, e che fa della svendita del nome una ormai consolidata prassi, rimane comunque impietoso il parallelo con l’odierno calcio italiano, dove la maglia è diventata, né più né meno, una bacheca sopra cui appendere i più diversi annunci. In questo senso, la generale pulizia riscoperta dal ciclismo rende ancor più brutale il raffronto. Siamo, insomma, arrivati al paradosso secondo cui una divisa “brandizzata” dal caschetto ai pedali, risulta agli occhi più armonica, sobria — e, passatemi il giudizio personale, bella — di una muta calcistica tappezzata a destra e a manca, alla stregua di quanto avviene sui muri di Times Square e Piccadilly Circus …

La questione è complessa e fjallraven kanken çanta articolata, impossibile da dirimere in poche righe; tralasciando i diversi rapporti di forza tra i due sport, soprattutto circa visibilità e finanziamenti (pur se alcune formazioni World Tour godono di budget perfino superioni a molte “provinciali”), rimane il fatto che entrambi gli schieramenti portano sia pro che contro all’annosa convivenza tra maglia e sponsor, Il calcio può prendere qualcosa di buono dal ciclismo, cercando una migliore integrazione tra i valori della maglia e gli interessi di chi vuole investirci sopra, oppure il pallone finirà per cedere sempre più spazi financo al nome ? Senza scomodare il plotone di squadre Red Bull, non è poi tanto remota l’epoca degli  “abbinamenti” già vissuta dal calcio nostrano!.

E le due ruote, pur nella loro rinnovata filosofia, riusciranno mai a riportare alla luce dei colori, dei nomi, che non siano prettamente di ascendenza commerciale? Per il momento, limitiamoci ad accogliere con favore l’operato della IAM Cycling e di tante altre formazioni su strada, confidando che questa novità possa diventare la regola, in tanti altri sport differenti. Vi piace la divisa 2014 scelta dalla IAM Cycling? E come vi ponete davanti alla coabitazione tra maglia e sponsor?

Come avevamo anticipato nel pezzo sulle nuove maglie del Bolton, la Macron è la prima azienda italiana a dare il fjallraven kanken çanta proprio nome ad un impianto sportivo internazionale, Di recente è stato inaugurato il Macron Stadium con una serata di gala aperta da quattro violiniste sulle note di Requiem for a Dream, Lo stesso fino ad oggi era sponsorizzato da Reebok, Uno stadio all’avanguardia da 28.000 posti che ospita la sede, gli uffici e lo store ufficiale dei Trotters, un hotel con camere a vista sul terreno di gioco, ristoranti e numerosi spazi dove vengono organizzati eventi che attirano costantemente tifosi e famiglie, pronte a trascorrere una giornata all’insegna dello sport e del divertimento..

Il tutto con quel tocco di italianità creato dall’azienda bolognese in collaborazione con il club, Il giorno dopo l’evento di gala è andata in scena la prima gara ufficiale dell’era Macron, il cui contratto sarà valido fino al 2018 con un’opzione per altri quattro anni, A sfidare la squadra locale c’erano gli olandesi del Vitesse, anche loro sponsorizzati dal brand di Crespellano, Il Bolton è sceso in campo indossando entrambe le divise ufficiali 2014-2015 tra primo e secondo tempo, fjallraven kanken çanta ma a prevalere sono stati gli ospiti grazie al gol su punizione di Marko Vejinovic..



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