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Per 145 voti favorevoli e solo 7 contrari, lo storico stemma della compagine sassone — un leone rosso rampante, derivato dall’araldica cittadina — lasciò così il posto al simbolo dell’azienda, il cervo Hubertus di Wolfenbüttel, Dopo vari rinvii volti a tastare la situazione, il debutto delle nuove maglie sponsorizzate venne fissato per il 24 marzo 1973, in occasione della sfida di campionato contro lo Schalke 04, Nonostante l’ escamotage trovato, fino a pochi minuti prima dell’inizio del match la cosa rischiò nike air monarch ugualmente di saltare….

…era infatti stato tralasciato un importante particolare: il DFB consentiva sì l’esposizione dello stemma societario sulle maglie, ma ne limitava la grandezza a un diametro massimo di 14 cm ; il cervo presente sulle casacche del Braunschweig raggiungeva invece i 18 nike air monarch cm, misurati personalmente con un righello dallo zelante arbitro della partita, che in ossequio al regolamento — e probabilmente dietro la spinta dei vertici federali — stava quindi considerando la possibilità di impedire ai giocatori sassoni di scendere in campo..

Alla fine prevalse il buon senso, la partita terminò in parità, e un’importante pagina della storia del calcio venne scritta: un tabù era caduto, Com’è facile immaginare, la comparsa di questa sponsorizzazione provocò all’epoca parecchio scalpore, e i “puristi” non esitarono a gridare allo scandalo ; ipotizziamo invece come la Jägermeister fosse ben felice di questo improvviso battage pubblicitario che la vide protagonista, I tifosi si divisero: da una parte c’era chi pensava che questo tipo di operazioni commerciali fossero ormai inevitabili, dall’altra c’erano invece nike air monarch coloro che non volevano assolutamente vedere i loro beniamini trasformati in dei “cartelloni pubblicitari”..

Il DFB cercò inizialmente di opporsi, ma in un campionato in cui i calciatori venivano ancora equiparati allo status di semi-dilettanti, la prospettiva della proliferazione di pagamenti sottobanco fece presto alzare bandiera bianca alla Federazione, che dalla stagione successiva aprì le porte del calcio tedesco all’arrivo degli sponsor. All’inizio del torneo 1973-1974, altri club della Bundesliga decisero di seguire l’esempio dell’Eintracht Braunschweig, come l’Hamburger SV (Campari), l’Eintracht Frankfurt (Remington), il Fortuna Düsseldorf (Allkauf) l’MSV Duisburg (Brian Scott) e il Bayern Monaco (adidas).

Nella stessa stagione, spinti da quanto stava avvenendo in Bundesliga, all’estero furono nike air monarch vari i campionati che decisero di liberalizzare a loro volta l’inserimento degli sponsor sulle maglie: tra le tante, divenne subito iconica in quegli anni la casacca verde dei francesi del Saint-Étienne, realizzata da Le Coq Sportif, con colletto tricolore e il grande marchio Manufrance a coprire quasi interamente il petto (cosa che portò all’immediata nascita del soprannome “maglia Manufrance”)..

In campo internazionale, i successivi Mondiali del 1974, disputatisi proprio in Germania Ovest, sancirono invece l’arrivo degli sponsor tecnici nel mondo delle divise nazionali. – Tornando al Braunschweig, al termine del campionato 1972-1973 la compagine gialloblù, penultima, retrocesse nella Regionalliga Nord. L’esito amaro delle stagione non deve però trarre in inganno: l’accordo commerciale portò grossi benefici al club sassone, che l’anno successivo centrò subito il ritorno in Bundesliga e, con le casse societarie ben rimpinguate dal famoso liquore, in pochi anni fu protagonista di una fulminea scalata ai vertici del calcio teutonico, sfiorando nel torneo 1976-1977 il suo possibile secondo titolo nazionale (chiuse al 3° posto, a una sola lunghezza dal Borussia Mönchengladbach campione, e dietro allo Schalke 04 solo per la peggior differenza reti).

I lusinghieri campionati disputati dall’Eintracht in questi anni, permisero a molti suoi giocatori di approdare nelle fila della Nazionale tedesca, Alla vigilia dell’annata 1977-1978, la squadra riuscì perfino a strappare al Real nike air monarch Madrid il centrocampista Paul Breitner per la cifra di 1.600.000 marchi, garantendo a sua volta al giocatore un ingaggio di 400.000 marchi; nessun altro club tedesco era all’epoca in grado di spendere tali cifre, Rimase questo il punto più alto del sodalizio tra Eintracht Braunschweig e Jägermeister, L’arrivo di Breitner provocò malumori e invidie negli altri componenti della squadra; a sua volta il campione tedesco non si ambientò (andandosene, dopo una sola stagione, al Bayern Monaco), e la compagine gialloblù terminò il campionato al 13° posto..

Il nike air monarch liquore continuò a campeggiare sul petto dei calciatori sassoni fino al 1987, ma già nel 1985 il Braunschweig retrocesse, mancando da allora dal palcoscenico della Bundesliga; nel 1983 lo stesso Günter Mast ottenne la presidenza del club, e fu fatto anche un tentativo per cambiare la denominazione societaria della squadra, trasformandola in Jägermeister-Braunschweig, ma stavolta la proposta venne seccamente rispedita al mittente dal DFB, Facciamo ora un breve salto ai giorni nostri : l’Eintracht Braunschweig milita in questa stagione nella Zweite Liga, la seconda serie tedesca; grazie ai gol dell’attuale capocannoniere del torneo Dominick Kumbela, il club gialloblù occupa al momento il 2° posto in classifica dietro alla capolista Hertha Berlino, ed è molto vicino al ritorno in Bundesliga dopo un’assenza dal massimo campionato quasi trentennale..



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