Puma

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Nel novembre 1985 la puma Svezia di Lars Arnesson vince a La Valletta contro Malta ma non riesce a qualificarsi per i Mondiali che si giocheranno l’estate seguente in Messico, Per la federazione gialloblù il colpo è durissimo, I ‘Blagult’ infatti sono entrati in una spirale negativa senza fine, Dopo Argentina ’78 (settima partecipazione alla rassegna iridata, con il picco del secondo posto raggiunto in casa vent’anni prima) la nazionale scandinava non è riuscita a staccare il pass per nessuna competizione importante..

La squadra viene dunque affidata ad Olle Nordin che ha un compito molto delicato, Riorganizzare una generazione però non è semplice e così anche Euro ’88 passa senza che le divise giallloblù Adidas (fornitore dal 1974) calchino i terreni da gioco nella competizione, La svolta arriva nelle qualificazioni per Italia ’90, con la Svezia che, guidata da Nordin, termina il girone davanti alla più quotata Inghilterra e torna a potersi giocare un campionato del Mondo, Il Mondiale, però, termina in maniera disastrosa, La Svezia puma chiude ultima nel girone iniziale perdendo con Brasile, Scozia e Costa Rica, Nordin, però, ha cominciato a ‘covare’ una nidiata di giocatori importanti..

Nel 1991 Tommy Svensson raccoglie il testimone in vista dell’ Europeo che sarà disputato in casa, Il materiale umano a disposizione è notevole: Ravelli è una garanzia tra i pali, In difesa c’è abbondanza:  Nilsson, Patrik Andersson, Jan Eriksson, Bjorklund e puma Ljung fanno dormire sonni tranquilli, A centrocampo qualità e quantità con Schwarz, Rehn, Ingesson, Thern e Limpar, In attacco spazio alla fantasia di Brolin, al ‘colored’ Dahlin (di origini venezuelane)  e alla torre Kennet Andersson : potenza e controllo al servizio del gol, L’esperienza di Jonny Ekstrom fa sempre comodo..

Nella rassegna continentale, spinta dal pubblico, la Svezia passa il girone pareggiando con la Francia e vincendo con Danimarca (decisiva la rete di Brolin) ed Inghilterra, salvo poi arrendersi ai quarti di finale contro la ‘solita’ Germania. La vittoria finale dei rivali danesi, però, lascia un forte amaro in bocca. È proprio questo spirito di rivalsa che spinge Svensson a lavorare meticolosamente in vista del Mondiale del 1994 che si giocherà negli Stati Uniti. Ad una squadra già molto forte si aggiunge la sostanza di Teddy Lucic, la classe di Mild, l’imprevedibilità di Blomqvist e l’efficacia in attacco di Henrik Larsson, ‘insolito’ svedese di origine capoverdiana dotato di una vistosa cascata di treccine. I ‘Blagult’ vincono il girone di qualificazione davanti a Bulgaria e, soprattutto, Francia, staccando il biglietto per l’America.

Adidas non brilla per originalità (era già successo nel 1992) utilizzando un template comune ad altre nazionali (ad esempio la Bulgaria ma anche Romania e Norvegia), La divisa home è gialla con tre strisce blu su entrambi i fianchi, colletto in maglieria gialloblù ed un pattern traslucido, Identica la maglia away che cambia di colore: bianco con le strisce sui fianchi blu e gialle, La Svezia di Svensson è nello stesso girone di Camerun, Brasile e Russia, Il 2-2 iniziale con gli africani sembra presagire l’ennesima partecipazione incolore, Con la Russia però arriva un brillante 3-1 (con puma Martin Dahlin già a quota 3 gol) che regala fiducia agli scandinavi, Al ‘Silverdome’ di Detroit, il Brasile di Romario è costretto addirittura a rincorrere: 1-1 ed entrambe si qualificano..

Negli ottavi la coppia d’oro Dahlin-Andersson liquida la pratica Arabia Saudita. Molte difficoltà in più nei quarti di finale contro la sorprendente Romania di Hagi. A Stanford, Brolin segna l’1-0 al 78′ ma Raducioiu prima pareggia a due minuti dalla fine e poi raddoppia ai supplementari. Andersson (con la gentile collaborazione del portiere Prunea) confeziona il 2-2 finale. Ai rigori Ravelli si supera su Petrescu e Belodedici e la Svezia vola in semifinale tra lo stupore generale.

A Pasadena gli scandinavi ritrovano il Brasile di Carlos Parreira, già affrontato qualche giorno prima. Anche stavolta la partita è chiusa e poco divertente: la posta puma in palio è troppo alta, A dieci minuti dalla fine Romario, baciato dalla dea Eupalla, spegne il sogno nordico, Il teatro della finale per il terzo e quarto posto è ancora il ‘Rose Bowl’ di Pasadena e questa volta l’avversario è alla portata, La Bulgaria (ennesima sorpresa di un Mondiale non convenzionale) cede il passo all’armata di Svensson che vince 4-0, Le firme sono prestigiose: Brolin, Mild, Larsson e il solito Kennet Andersson, che chiude la rassegna con 5 gol, uno in più del compagno di squadra Dahlin e due in più dello stesso Brolin, La medaglia di bronzo viene festeggiata come se fosse d’oro, la migliore generazione svedese dai tempi di Gren, Nordahl e Liedholm  trova la propria consacrazione internazionale sorprendendo il mondo intero, Fare di più era oggettivamente molto difficile..

Proprio l’eccessivo appagamento gioca un brutto scherzo al gruppo di Svensson, che perde di mordente, Euro ’96 e Francia 1998 non vedranno, infatti, i colori gialloblù, arenati in entrambi i casi nella fase di qualificazione, Nel 1997 il ct dei miracoli lascia la panchina a Tommy Soderberg, ma l’incantesimo si è spezzato e la Svezia, diventata all’improvviso una scintillante carrozza torna, tristemente, ad essere zucca, Tra Malmoe e Copenaghen la distanza è di poco meno di 42 km: un’inezia, geograficamente parlando, Tuttavia a metà anni ’80 la differenza tra la puma Svezia e la Danimarca del calcio potevano essere considerate abissali, Euro’84 e Messico ’86 hanno contribuito a generare il mito della ‘ Danish Dynamite ‘ grazie alle ottime prestazioni della nazionale sapientemente guidata dal tedesco Sepp Piontek, il primo commissario tecnico a portare la selezione di Copenaghen alla fase finale di un Mondiale..



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